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BMW, atto secondo per l’opera X4: il Suv dinamico come una coupé

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In inglese “X” è l’acronimo della parola “cross”. Una singola lettera che indica un concetto chiaro: fuoristrada. BMW usa questa lettera per identificare un’intera famiglia di automobili con aspetto da Sport Utility. Una famiglia ormai numerosissima, che va dalla X1 alla futura X7. Con una particolarità: le serie X identificate da una cifra dispari sono più squadrate e sono destinate a rimpiazzare nell’utilizzo le tradizionali station wagon. Le BMW serie X con numero pari, invece, hanno un aspetto più sportivo, una linea simil-coupé e garantiscono una guida più dinamica grazie al baricentro ribassato.

Capita la logica dei nomi, è facile disegnare l’identikit della nuova BMW X4, l’ultima giunta sul mercato. Si tratta di un Suv sportivo di taglia media e sostituisce l’analogo modello del 2014. Rispetto alla precedente, la nuova X4 possiede proporzioni diverse anche a vista: è più lunga di 8 cm (4.752 mm) e più larga di 3,7 cm. Ma è più bassa di 3 cm. L’interasse superiore di 5,4 cm migliora l’abitabilità a bordo. Anche se la linea coupé del tetto, spiovente verso la coda, limita in qualche modo lo spazio per chi siede dietro.

Il frontale riprende il look delle altre BMW mentre la coda, con i sottilissimi fari orizzontali a led, ha una spiccata e originale personalità. Tutte le serie X, oltre al cambio automatico Steptronic 8 marce, posseggono la trazione integrale Xdrive di tipo “intelligente”: cioè che distribuisce la coppia motrice fra i vari assi in funzione dello slittamento di ogni ruota. Abbiamo voluto guidare la versione con il diesel meno potente, la X 20d da 190 cavalli, perché è la motorizzazione che il 92% dei clienti ha prescelto. 

La potenza del 4 cilindri 2 litri è più che sufficiente per una guida dinamica e briosa (accelera da 0 a 100 km/h in 8 secondi) pur mantenendo consumi molto contenuti (18,1 km/litro dichiarati). Nonostante la dimensione, al volante la X4 si rivela molto agile. E soprattutto si comporta più da vera automobile che da sport utility. L’auto resta bella piatta nelle curve e non si avverte quel dondolìo tipico che colpisce chi passa dalle normali berline a un Suv. Il motivo è che i progettisti, pur utilizzando la piattaforma della X3, sono riusciti ad abbassare il baricentro rispetto alla “sorella” più alta.

La X4 è disponibile anche con altre motorizzazioni (2 litri a gasolio da 231 cv, 3 litri da 265 cv e benzina 2 litri da 184 e 252 cv) e in quattro versioni: Business, XLine, MSport e MSport X. Per migliorare ulteriormente la dinamica di guida si può puntare sulla versione M Performance (M40d da 326 cv) che possiede alcune tecnologie tipiche delle BMW serie M che ne esaltano la sportività; ad esempio le sospensioni adattive a controllo elettronico, poi il Variable Sport Steering che varia il raggio di curvatura del volante in base all’angolo di sterzata (nelle manovre è più demoltiplicato, nelle curve veloci più diretto) e infine il differenziale posteriore autobloccante. Ma per avere questa versione supersportiva M Performance dovrete aggiungere ben ventimila euro ai 55.850 euro della X4 20d versione base.